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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Menaggio
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top
«Uscimmo al tramonto: quando raggiungemmo Menaggio la luna piena era sorta sopra le cime delle montagne e aveva disegnato un sentiero d’argento sulle onde… Inseguimmo le tintinnanti campanelle delle barche dei pescatori e indugiammo per ore»


mwhaMenaggio (mwhqMenaas in mwhgdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwjwAFI: /meˈnaːs/) è un mwkqcomune italiano di mwkg2 939 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Como in mwmaLombardia. Il comune fa parte della mwmqComunità montana Valli del Lario e del Ceresio situato sulla sponda occidentale del mwmglago di Como all'imbocco dell'mwmwomonima valle.

È costituito da un centro e tre frazioni: mwnqCroce, mwngLoveno e mwnwNobiallo.

Contents

Storia
Simboli
Scuole
Eventi
Note

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Origini del nome

Il mwowtoponimo Menaggio venne citato nei documenti medievali come mwpaMenasi (943), mwpqMenasiae (962), mwpgMenaxi (977), mwpwMenasio (1169) e mwqaMenascio (1169).

Contrastanti sono le ipotesi sull'origine mwqgtoponomastica. Gli storiografi classici lo derivavano dal patronimico mwqwMiniciocite-ref-6[N 2], con riferimento a un'mwsaepigrafe latina del mwsqII secolo trovata a mwsgSanta Mariacite-ref-062-7-0[5]cite-ref-8-8-0[6] e qui trasportata dall'editore di mwuwepoca rinascimentalecite-ref-8-8-1[6] Francesco Calvi; l'iscrizione, attualmente incastonata nella facciata della chiesa menaggina di Santa Maria,cite-ref-9[7] fa riferimento a un tal mwxaLucui Minicio Exorato, funzionario dell'mwxqimperatore mwxgVespasianocite-ref-062-7-1[5] e aristocratico romano della mwywgens oufentinacite-ref-06-10-0[8]. Secondo altri, il toponimo sarebbe l'unione della mwaaradice indoeuropea mwaqMen- ("monte") alla parola mwagceltica mwawuigg ("acqua")mwbamwbqcite-ref-06-10-1[8]cite-ref-8-8-2[6]mwdgmwdwcite-ref-0222-11-0[9].

Storia

Il territorio fu originariamente abitato da popolazioni mwggLiguri mwgwpreindoeuropee, in cui si innestarono popolazioni nomadi di origine mwhaceltica, dando vita alla mwhqcultura di Golasecca.cite-ref-7-12-0[10] All'insediamento da parte di alcune tribù di mwigGalli verso la fine del mwiwIV sec. a.C. seguì, con la vittoria del mwja196 a.C., da parte di Claudio Marcello ai danni delle popolazioni degli mwjqInsubri e dei Comensi, il periodo della dominazione romana.cite-ref-7-12-1[10]

Da Menaggio, in mwkwepoca romana, passava la mwlamwlqvia Regina, mwlgstrada romana che collegava il porto fluviale di mwlwCremona (la moderna mwmaCremona) con mwmqClavenna (mwmgChiavenna) passando da mwmwmwnaMediolanum (mwnqMilano). All'epoca romana risalgono alcune tombe e lapidi ritrovate nel territorio (tra cui una dedicata a mwngLucius Mincius Exoratus, dal quale secondo alcuni deriverebbe il toponimo).cite-ref-7-12-2[10]

Nel mwpa386, la fondazione della mwpqDiocesi di Como comportò l'istituzione di Menaggio a capo dell'mwpgomonima pieve, retta dal mwpwpresbiter (poi mwqaarciprete) della chiesa di Santo Stefano e dotata di un battistero collocato in riva al lago e dedicato a San Giovanni.cite-ref-7-12-3[10]

Dopo la mwrgcaduta dell'Impero romano il territorio fu invaso dapprima dai mwrwGoti e poi, nel mwsa535 dai mwsqBizantini.cite-ref-7-12-4[10] A questi subentrarono, nel mwtg568, i mwtwLongobardi, i quali dotarono Menaggio di una torre di segnalazione.cite-ref-7-12-5[10] Nel 768 la regina mwvaAnsa, moglie di mwvqDesiderio, donò Menaggio al mwvgmonastero di Santa Cristinacite-ref-13[11], che ancora nel tardo X secolo era, insieme alla cappella di San Giusto, proprietà dell'entecite-ref-14[12].

Dopo la costruzione del castello (X secolo),cite-ref-062-7-2[5] durante la mwzaguerra decennale Menaggio si schierò dalla parte dei mwzqmilanesi e, nel mwzg1124, fu attaccata dai mwzwcomaschi.cite-ref-4-15-0[13] Durante l'assedio, gli abitanti di Menaggio utilizzarono il campanile del battistero di San Giovanni come torre.cite-ref-06-10-2[8]cite-ref-7-12-6[10]

Nel mw3q1140cite-ref-4-15-1[13] (o mw4g1144cite-ref-02-16-0[14]) mw5wCorrado III di Svevia concesse Menaggio in feudo a un certo Ardizzone de Castello.

Nel mw6qXIII secolo ulteriori dispute coinvolsero numerose famiglie della nobiltà comasca e milanese. In questo contesto, nel mw6g1295 Menaggio fu conquistato dai comaschi, i quali misero in fuga il feudatario Littardo de Castello (che si rifugiò a mw6wBellagiocite-ref-06-10-3[8]cite-ref-02-16-1[14]) e consegnarono il castello menaggino a mw9aMatteo I Visconti.cite-ref-4-15-2[13]cite-ref-02-16-2[14]

Il particolare legame tra la mw-gvia Regina e Menaggio si ritrova ancora negli Statuti di Como del mwaqa1335, i quali citano il mwaqe"comune burgi de Menaxio" come la località mwaqicapopieve incaricata della manutenzione del tratto di strada che andava dai mwaqm“maronellos seu arbores que sunt in somo ad introitum Saxi Ranzii” fino mwaqq“ad casaritium quod est in medio Saxo Rantio in costa”.cite-ref-2-17-0[15]

Tra i secoli XII-XVI Menaggio costituì una postazione strategica nel i traffici del lago, che garantì al comune un controllo dei pedaggi sui trasporti.cite-ref-4-15-3[13]

Nel primo quarto del XVI secolo Menaggio divenne oggetto delle mire espansionistiche da parte dei mwaq8Grigioni della mwaraRepubblica delle Tre Leghe, nel mentre venuti in possesso della città di mwareLugano.cite-ref-4-15-4[13] Dopo aver messo a ferro e fuoco il paese nel mwary1516cite-ref-7-12-7[10]cite-ref-02-16-3[14] (per mano di Francesco Morone, partito con armi e uomini dalla mwar8Valtellina)cite-ref-18[16] e nel mwasq1521cite-ref-7-12-8[10], un attacco del mwask1523 comportò la distruzione del castello menaggino,cite-ref-06-10-4[8]cite-ref-4-15-5[13]cite-ref-02-16-4[14] struttura fortificata da quattro torri, un fossato e due file di muracite-ref-6223-19-0[17].

Con la cacciata dei Grigioni dalle terre del medio mwatsLario da parte dei milanesi, Menaggio ritornò a far parte del mwatwDucato di Milano fino al termine del XVIII secolo. In questo contesto, al difficile periodo della dominazione spagnola, caratterizzato da due secoli di brigantaggio, seguì, dal 1714, un periodo sotto gli austriaci.cite-ref-7-12-9[10]

Sempre a capo dell'omonima pieve, nel mwaui1751 Menaggio aveva già giurisdizione sui cassinaggi di “Cassina Casale”, Pastura, Sovenga, Castello, “Molino del Maglio”, “Molino del Ponte”, “Cassina del Cheglio”, “Casa a San Michele” e “Cassina a Calchera”.cite-ref-2-17-1[15]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwaugRegno d'Italia napoleonico datato mwauk1807 stabilì l'annessione dei comuni di mwauoCroce, mwausLoveno ed uniti e mwauwGriante ed uniti,cite-ref-3-20-0[18] decisione che fu revocata dalla mwaveRestaurazione.cite-ref-21[19]cite-ref-18-22-0[20]cite-ref-23[21]

Successivamente all'mwav8unità d'Italia, a partire dalla mwawamwaweBelle Époque Menaggio vide la realizzazione di numerose ville (soprattutto a Loveno) e di alberghi di lusso quali il Grand'Hotel e il Victoria.cite-ref-7-12-10[10]

Un mwawcregio decreto datato mwawg1928 sancì l'annessione, da parte del comune di Menaggio, del soppresso comune di mwawkCroce (R.D. 13 maggio 1928, n. 1161), mentre l'anno successivo il territorio comunale fu ulteriormente ampliato grazie all'aggregazione del comune di mwawoLoveno sopra Menaggio (R.D. 25 marzo 1929, n. 553).cite-ref-24[22]

Menaggio era nell'autunno del mwaxa1944 sede del "Centro antiribelli" della 6ª compagnia dell'11ª mwaxeBrigata nera comandata da Emilio Castelli, vice federale di mwaxiComo. Il Centro antiribelli fu responsabile di numerose torture e della morte di 19 partigiani,cite-ref-052222223-25-0[23] tra cui l'assassinio di mwaxcEnrico Caronti detto Romolo, il 23 dicembre 1944. Il 26 aprile 1945 il centro ospitò mwaxgBenito Mussolini durante il suo tentativo di fuga dall'Italia.cite-ref-06-10-5[8]cite-ref-7-12-11[10]

Simboli

Lo stemma, utilizzato dal Comune pur privo di formale concessione, riprende una raffigurazione riprodotta sulla chiave di volta della facciata della chiesa di Santa Marta in via Calvi, commissionata dalla famiglia Castelli, feudataria del paese nel XV secolo.cite-ref-26[24]

«D'azzurro, al

castello

d'argento, merlato alla ghibellina, aperto e finestrato del campo, torricellato di cinque, la torre centrale più bassa e più piccola cimata dalla croce latina del secondo, lievemente patente alle estremità; alla

bordura

composta di argento e di azzurro.»

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di Santo Stefano

La chiesa di Santo Stefano, che deve il suo aspetto attuale ad alcuni rifacimenti avvenuti negli anni 1618 e 1699,cite-ref-27[25] esercitava le funzioni di mwazycapopieve della mwazcpieve di Menaggio già nel 1444.cite-ref-28[26]

La chiesa, che conserva affreschi realizzati nel mwaz01899 dall'artista mwaz4Tagliaferricite-ref-06-10-6[8], fu edificata sulla base di precedenti edifici mwaampaleocristiani e mwaaqromanici.cite-ref-5-29-0[27]

Internamente, la chiesa si presenta con tre navate e conserva una mwaa4croce astile argentea del mwaa81539, oltre a una serie di affreschi cinque-seicenteschi (tra cui una copia di una mwabaMadonna con Gesù e un angelo del mwabeLuini - l'originale venne ceduto dai menaggini ai mwabifrancesi per ottenere lo spostamento della prefettura da mwabmTremezzo a Menaggiocite-ref-06-10-7[8]).cite-ref-5-29-1[27]

Chiesa di Santa Marta

Attestata a partire dal 1582, la Chiesa di Santa Marta era anticamente annessa a un antico mwab4mwab8ospitale, dedicato ai mwacaMagi e a mwaceSanto Stefano.mwacicite-ref-052222223323222-30-0[28] Ancor'oggi integrata tra le circostanti architetture in prossimità di villa Calvi, la chiesa, che fu interessata da ristrutturazioni nel 1885, si presenta con una facciata mwaccneogoticacite-ref-9-31-0[29]cite-ref-32[30] che ospita un bassorilievo medievale raffigurante il mwadacastello di Menaggiocite-ref-8-8-3[6]. Internamente, tra le numerose tele che ornano le pareti, quattro dipinti aventi come tema i mwaduDottori della Chiesa. Tra queste opere, una rara raffigurazione di mwadySant'Ambrogio in età giovanile,cite-ref-052222223324-33-0[31] dipinto realizzato nel corso del Seicento.cite-ref-052222223323222-30-1[28]

Il piccolo campanile possiede tre campane a sistema manuale.

Santuario della Madonna della Pace

Lungo il tracciato dell'antica mwaeymwaecvia Reginacite-ref-62223-34-0[32] si trova il Santuario della Madonna della Pace (1658-1660cite-ref-62223-34-1[32]), sotto la giurisdizione della parrocchia di Nobiallocite-ref-62223-34-2[32]cite-ref-lombardiabeniculturali-it-35-0[33].

Annoverata nell'elenco dei mwafkSantuari e templi votivi della mwafoDiocesi di Comocite-ref-36[34], la chiesa si presenta come un edificio a pianta mwaf8ottagonale, dotato di facciata preceduta da mwagapronao, mwageabside poligonale e mwagicampanile a vela.cite-ref-37[35]

Chiesa dei Santi Bartolomeo e Nicola

Situato a mwag0Nobiallo, il complesso della chiesa dei Santi Nicola e Bartolomeo si compone della chiesa mwag8Settecentesca a navata singola, del campanile pendentecite-ref-06-10-8[8]cite-ref-62223-34-3[32] mwahgromanico del mwahkXIII secolo (il quale possiede tre campane) e di un adiacente mwahooratoriocite-ref-lombardiabeniculturali-it-a-38-0[36]cite-ref-39[37]. La chiesa fu costruita sulla base di un precedente edificio religioso, attestato come cappella all'interno della pieve di Menaggio sin dal XIII secolo.cite-ref-lombardiabeniculturali-it-35-1[33] La facciata presenta un portale del XVIII secolocite-ref-62223-34-4[32].

Chiesa di San Carlo

La località Castello ospita la chiesa di mwai0San Carlo, eretta nel 1614 con caratteristico campanile a doppia velacite-ref-40[38]. La chiesa fu costruita sui ruderi, tra le muracite-ref-06232222222-41-0[39], e con materiale di recuperocite-ref-10-42-0[40] dell'antico mwajocastello. L'erezione della chiesa avvenne per volere di Cinzio Calvi,cite-ref-05222222332323-43-0[41] il mwaj8referendario di Como che nel XVII secolo era proprietario di ciò che restava dell'antico complesso fortificato.cite-ref-06-10-9[8]cite-ref-4-15-6[13] Fino al mwakg1771cite-ref-06-10-10[8] la chiesa ospitò una comunità di mwak0Canonici regolari della Congregazione del Santissimo Salvatore lateranensecite-ref-4-15-7[13]cite-ref-02-16-5[14] provenienti dalla mwalychiesa milanese di Santa Maria della Passionecite-ref-05222222332323-43-1[41]. Internamente, la chiesa ospita due quadri di mwalsGiuseppe Vermiglio: il primo è una mwalwDeposizione tra i santi Agostino e Ambrogio (opera del 1625cite-ref-6223-19-1[17] che richiama un'antica pittura che, a sua volta, nel 1590 era stata trasportata all'interno della predetta chiesa di Milano da un muro esterno del convento attiguo alla stessa chiesa milanese)cite-ref-05222222332323-43-2[41]; nel secondo dipinto, una raffigurazione dei santi Apollonia, Fermo e Agatacite-ref-05222222332323-43-3[41]. La chiesa ospita inoltre una mwamkberretta cardinalizia e una mantella appartenute a mwamoCarlo Borromeocite-ref-06232222222-41-1[39].

Chiesa dei Santi Lorenzo e Agnese

Rielaborata tra il 1725 e il 1738cite-ref-44[42],cite-ref-10-42-1[40] nel 1641 la Chiesa dei Santi Lorenzo e Agnese fu elevata al rango di mwansparrocchiale di Loveno.cite-ref-45[43]

Architetture religiose di Croce

• Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a mwao0Croce (1725-metà Ottocento).cite-ref-46[44]
• Chiesa della Beata Vergine delle Grazie (1951), in località Paullo.cite-ref-47[45]
• Chiesetta degli Alpini (1975), dedicata a San Maurizio, in località Crocetta.cite-ref-6-48-0[46]

Altro

• Chiesa di San Giusto (1562-1673), con facciata introdotta da un mwaqmprotiro.cite-ref-49[47]
• Chiesa di San Rocco (1772)cite-ref-50[48]
• Cappella della Beata Vergine di Caravaggio (XVII secolo)cite-ref-51[49], situata nei pressi di un ponte medievale - detto appunto, ponte di Caravaggiocite-ref-12-52-0[50] - sul torrente Senagra.
• Edicola di San Giovanni Nepomuceno, situata sul ponte di Caravaggio e decorata da un bassorilievo eseguito nel 1965cite-ref-53[51] da Enrico Vannuccini,cite-ref-12-52-1[50] pittore toscano trasferitosi sul lago di Como nello stesso annocite-ref-11-54-0[52].

Architetture civili

Villa Vigoni

Immersa in un mwasogiardino all'inglese progettato nel 1840 da mwassGiuseppe Balzaretto,cite-ref-0622-55-0[53]cite-ref-6222-56-0[54] Villa Vigoni è un edificio settecentesco ristrutturato in stile mwatuneoclassico attorno al 1820 da mwatyGaetano Besia.cite-ref-622-57-0[55]cite-ref-0-58-0[56]cite-ref-052222222-59-0[57] La ristrutturazione fu commissionata da mwaumHeinrich Mylius di mwauqFrancoforte,cite-ref-05222222-60-0[58] ragion per cui la villa è anche conosciuta come mwaukVilla Mylius Vigonicite-ref-066-61-0[59]. L'appellativo "Vigoni" si riferisce, invece al successivo proprietario - Ignazio Vigoni - marito di Luigia Vitali, già moglie senza figli di Giulio Mylius, unico figlio di Heinrich.cite-ref-11-54-1[52]

La villa, frequentata da letterati quali mwavmGoethe (amico della moglie del Mylius) e il mwavqManzonicite-ref-052222222-59-1[57]cite-ref-066-61-1[59],cite-ref-11-54-2[52] è inserita all'interno di un complesso che comprende anche una mwawedépendance, una limonaia, un'ex-casa del massaro, un'ex-scuderia, un tempietto e la cosiddetta "Casa Svizzera" (una casetta collocata in posizione panoramica nel parco dal Balzaretto).cite-ref-0-58-1[56]

Nel mwawc1983 Ignazio Vigoni Medici di Marignano, ultimo discendente di casa Mylius, lasciò in eredità alla mwawgRepubblica Federale Tedescacite-ref-6222-56-1[54]cite-ref-11-54-3[52] sia Villa Vigonicite-ref-052222222-59-2[57] sia la vicina Villa Garovaglio Riccicite-ref-066-61-2[59], al fine di realizzare un centro di scambi culturali tra mwaxkItalia e mwaxoGermaniacite-ref-066-61-3[59].

Dal 1986 il complesso di Villa Vigoni ospita un Centro italo-tedesco sotto la giurisdizione sia del mwayaMinistero degli affari esteri e della cooperazione internazionale della mwayeRepubblica Italiana sia del Ministero Federale dell'Istruzione e della Ricerca della Germania.cite-ref-0-58-2[56]cite-ref-62[60]

Internamente, la villa conserva alcuni ritratti familiari eseguiti da mwaywFrancesco Hayez,cite-ref-63[61] oltre a sculture di mwazeDemocrito Gandolfi e Heinrich Imhof risalenti al quinto decennio del XIX secolocite-ref-6222-56-2[54].

Il giardino, popolato da sculture di mwazcGiosuè Argenticite-ref-6222-56-3[54], ospita un mwazwcenotafio ornato da sculture di Gaetano Besia e da alcuni bassorilievi di mwaz0Pompeo Marchesi e mwaz4Bertel Thorvaldsen.cite-ref-6222-56-4[54]cite-ref-0-58-3[56]cite-ref-052222222-59-3[57] Il tempietto fu fatto erigere da Heinrich Mylius in memoria del figlio Giulio, le cui spoglie vennero invece traslate nel cimitero di Loveno, fatto costruire per l'occasione dallo stesso Heinrich.

Villa Garovaglio

VIlla Garovaglio (XIX secolocite-ref-64[62]), conosciuta anche come Villa Garovaglio Ricci, è il risultato di una ristrutturazione di una mwa1efilanda Settecentesca appartenuta a mwa1iFrancesco Pasquale Ricci. I lavori, che comportarono la costruzione di un corpo di collegamento dei due edifici laterali, furono commissionati attorno alla metà del XIX secolo dall'archeologo mwa1mAlfonso Garovaglio, entrato in possesso della proprietà per via ereditaria tramite la famiglia della sorella del Ricci. In questo periodo, la villa ospitò una collezione di reperti che, alla morte di Alfonso Garovaglio, divennero perlopiù proprietà del mwa1qMuseo Archeologico di Como.cite-ref-11-54-4[52] Dopo essere stata acquistata da Ignazio Vigoni Medici di Marignano, la villa fu lasciata in eredità da quest'ultimo alla mwa1kRepubblica Federale Tedesca.cite-ref-0662-65-0[63]

Villa Valsecchi

VIlla Valsecchi (inizio XX secolo) è una dimora in stile mwa2aLiberty ornata da decorazioni a tema vegetale e da nicchie con statue di figure femminili.cite-ref-1-66-0[64] Su un lato si sviluppa una torretta con funzioni di piccionaia.cite-ref-1-66-1[64]

Altro

• Grand Hotel Menaggio
• Villa Calvi
• Villa D'Azegliocite-ref-06-10-11[8]cite-ref-67[65]
• Villa Erbacite-ref-68[66]
• Villa Govone (XVII secolo)cite-ref-06-10-12[8]cite-ref-69[67]
• Villa Olivetta (seconda metà dell'Ottocento)cite-ref-70[68]
• Villa Pensa (XVIII secolo)cite-ref-71[69]
• Villa Pergolacite-ref-72[70]
• Villa Scanavino (XVI secolo)cite-ref-73[71]
• Villa Vonwillercite-ref-74[72]
• Casa Messa (XVII secolo)cite-ref-75[73]
• Casa natale di mwa6spadre Gabriele Malagrida, in via Da Castello 26cite-ref-10-42-2[40]
• Sculture medievali in via Fabbri: rilievo zoomorfo al civico 28 (XII secolo), bassorilievo al civico 54 (XI secolo) e busto in cima alla fontana del Salvatore (XIII secolo)cite-ref-6223-19-2[17]

Architetture militari

Castello

Un'altura in posizione dominante sul paese e dotata di uno strapiombo del torrente Sinagra ospita i resti del mwa78castello di Menaggio. Citato più volte nelle opere dello storico mwa8aPaolo Giovio,cite-ref-4-15-8[13] il castello esisteva già al tempo della mwa8uguerra decennale, quando fu attaccato dai mwa8ycomaschi.cite-ref-4-15-9[13]cite-ref-02-16-6[14] Lo smantellamento del castello avvenne nel mwa88XVI secolo, per mano dei mwa9aGrigioni della mwa9eRepubblica delle Tre Leghecite-ref-06-10-13[8]cite-ref-76[74].

Trincee del Monte Crocetta

Il Monte Crocetta ospita alcune fortificazioni facenti parte del sistema della mwa9wFrontiera Nord.cite-ref-6-48-1[46]cite-ref-062322222222-77-0[75]

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

• 1751: 400 abitanticite-ref-2-17-2[15]
• 1771: 503 abitanticite-ref-78[76]
• 1805: 688 abitanticite-ref-3-20-1[18]
• 1809: mwa-k1 547 abitanti (dopo l'annessione di mwa-oCroce, mwa-sLoveno e mwa-wGriante)cite-ref-3-20-2[18]
• 1853: mwbai1 319 abitanticite-ref-79[77]

Demografia post-unitaria

Abitanti censiticite-ref-80[78]

Etnie e minoranze straniere

Secondo le statistiche mwba8ISTATcite-ref-etnie-81-0[79] al 1º gennaio 2016 la popolazione straniera residente nel comune era di 310 persone, pari al 10% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:cite-ref-etnie-81-1[79]

• mwbboTurchia 66
• mwbbwAlbania 36
• mwbb4Russia 25
• mwbcaRomania 24
• mwbciMarocco 23

Cultura

Biblioteche

• La Biblioteca Comunale "G. Petazzi Madiai", fondata nel 1964, fa parte del Sistema Bibliotecario Lario Ovestcite-ref-82[80]. Ha una dotazione libraria di circa 25 000 testi, oltre a un fondo storico di "africanistica" di circa 3 000 opere.
• La Biblioteca del Centro Italo-Tedesco Villa Vigonicite-ref-83[81], nella frazione di Loveno, è di proprietà dell'associazione omonima e non è aperta al pubblico.

Scuole

Menaggio, oltre alle scuole mwbdwelementare e mwbd0media, è sede dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale "Ezio Vanoni" che si articola negli indirizzi mwbd4ragioneria, mwbd8liceo scientifico, mwbeaistituto per geometri, mwbeeistituto tecnico per il turismo e mwbeialberghiero.

Eventi

• Il Festival Internazionale di Chitarra, organizzato dalla Pro loco e diretto da mwbeySergio Fabian Lavia, si svolge dal 2007 ogni anno a fine agosto.
• Premio Letterario Internazionale Artelario.it. organizzato dall'Associazione culturale ARTELARIO.IT , si svolge dal 2014 a settembre.cite-ref-84[82]

Infrastrutture e trasporti

Menaggio è interessata dal percorso della mwbfiStrada statale 340 Regina.

Il tratto della mwbfqstrada statale 340 Regina tra Menaggio e Porlezza fu inaugurato nel mwbfu1839.cite-ref-06-10-14[8]

Dal 1884 al 1939cite-ref-85[N 3] è stata attiva una mwbf8linea ferroviaria che univa Menaggio al comune di mwbgaPorlezza posta sul mwbgeCeresio; nell'attuale territorio comunale sorgeva la mwbgistazione di Menaggio.

La città è collegata da battelli e mwbgqaliscafi con la linea di mwbgunavigazione del lago Como-Colico e da mwbgytraghetti con le altre località del centro lago. L'accordo per la costruzione del primo pontile risale al mwbgc1858, anche se i mwbggpiroscafi "Plinio" e "Lario" erano già in servizio dal mwbgk1826.cite-ref-06-10-15[8]

Amministrazione

Gemellaggi [ 83 ]

• mwbhsAllevard
• mwbh4Carapicuíba
• mwbieWolpertswende

Televisione

A Menaggio sono state realizzate molte scene della serie televisiva mwbiqmwbiuUn ciclone in famigliacite-ref-87[84].

Galleria d'immagini

Note

Esplicative

cite-note-5N 1. Per il dialetto comasco, si utilizza l'mwbksortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwbkwFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
cite-note-6N 2. mwblaL(ucius) Minicius L(uci) f(ilius) Ouf(entina tribu) Exoratus / fla(men) Divi Titi Aug(usti) Vespasiani decurion(um) consensu tr(ibunus) mil(itum) (quattuor)vir a(edicula) p(otestate) (duo)vir d(icundo) praef(ectus) fab(rum) / [a pr(aetore)] bis et co(n)s(ularis) pontif(ex) sibi et Geminae C(ai) f(iliae) Priscoe uxori et Minicae L(uci) f(iliae) Bisiae v(ivus) f(ecit) v. mwbleL'antica via Regina, Società archeologica comense, Como, 1995, pag. 137.
cite-note-85N 3. Sebbene la definitiva soppressione è stata nel 1966, in tale anno si è di fatto concluso l'esercizio della ferrovia.

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Bibliografia

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• citerefberraPietro Berra, Da Plinio a Volta - Itinerari d'autore sul lago di Como, Lomazzo, New Press Edizioni, 2023.

Voci correlate

• mwca4Menaggino
• mwcbaVal Menaggio

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su menaggio.com.
• citerefsapere-itMenàggio, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliMenaggio, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.